giovedì 2 febbraio 2023

Fine dell'invecchiamento.

 Non proprio, ma quasi.
Nel numero del 13 gennaio 2023 la rivista Science riporta i risultati di due gruppi indipendenti di ricercatori, uno dell'universita' di Harvard ed uno di una piccola start-up americana sull'argomento.
Gli esseri sopposti alla prova non sono uomini, ma topi.


Il topo sottoposto alla cura e' quello di sinistra.
Sembra piu' in salute.
In media i topi sottoposti alla cura sono vissuti 9 settimane in piu'.
Non molto, ma i topi vivono 100~150 settimane.
La base delle prove e' la stessa usata da Shinya Yamanaka per ottenere celle staminali da celle comuni, lavoro riconosciuto nel 2012 con il premio Nobel per la medicina
Gli esperimenti hanno suscitato molti interventi polemici.

Credo che i due lavori dovrebbero avere una migliore accoglienza.
Del resto sono al livello di trial clinico delle cure per invertire il decorso di una malattia come la sclerosi multipla.

Per capire il futuro che ci aspetta rimando al bel libro del professore Bruno Ricco' di Bologna:
Naufragio con vista.

domenica 29 gennaio 2023

Il valore della leadership: ST 2022

Nel cuore dell'impero, Agrate, 2015, alle spalle il reparto R&D.
Pino Ferla con Papamarenghi, una vecchia conoscenza degli inizi della folgorante carriera di Pasquale Pistorio.

Lo scorso giovedì, 25 gennaio 2023, ha annunciato i risultati del 2022.
Impressionanti. ST e' ritornata ad essere una stella nel firmamento dei semiconduttori.
ST e' nuovamente la societa' europea con il fatturato maggiore rispetto alle concorrenti, Infineon (ex Siemens) e NXP (ex Philips).
Il fatturato per 2022 e' stato di 15.26 B$ con un utile di 3.96 B$.
Gli investimenti sono stati 3.52 B$.
Il valore della societa' (Total assets) e' di 13.8 B$, in notevole recupero rispetto al minimo di 7.1 B$ del 2015. 
La valutazione di mercato (capitalization) e' di ben 48 B$.
Secondo Morningstar il "fair value" e' ben 59 B$ oltre un milione di dollari per dipendente.
Chi lavora in ST puo' essere contento che il proprio lavoro nella grande squadra  e' ben apprezzato.
Il contributo maggiore al successo ottenuto e' quello del gruppo chiamato ADG (Automotive Discrete Group) che fa capo a Mario Monti dal 2016, l'attivita' di ricerca e' diretta da Salvo Coffa.
Il gruppo comprende l'attivita' Discrete e quella Automotive
L'attivita' Discrete e' stata da sempre prerogativa di Catania.
La divisione in gruppi di attivita' risale all'ing P. Pistorio.
L'ing Salvatore Castorina ha diretto il gruppo dal 1981 al 2004
A lui e' succeduto il dott Carmelo Papa aggiungendo all'attivita' Discrete quello di altri gruppi come Micro e Sensori, con vari cambiamenti organizzativi nel corso degli anni, fino al 2015.
Nel 2016 Marco Monti, gia' responsabile di Automotive dal 2012, ha assunto sia la responsabilità' dei Discrete che quella di Automotive. Edoardo Merli ha la responsabilita' dei Discrete.
Va precisato tuttavia che a Catania vi sono attivita' di progettazione, praticamente per tutti di ST.

ST ha avuto un lungo periodo con problemi, ma adesso con il nuovo (dal maggio 2018) CEO Jean-Marc Chery ST sta andando come agli inizi.

Ogni punto rappresenta un trimestre. Molto interessanti i tre grandi balzi in rosso (P. Pistorio) che in cinque anni hanno aumentato il valore della società' di ben 16 volte.
Chiaramente l'ultimo balzo e' stato in parte causato dalla bolla tecnologica del 2000.
Pistorio ha poi chiuso i dieci con un incremento di un fattore 4, veramente considerevole.
La mie congratulazioni ai colleghi che ancora sono lavoro ed alla direzione che sta dando tanto valore alla loro attivita'.

Un annual report degno di nota.








 

martedì 17 gennaio 2023

Petrolio ed obbligazioni ENI

 

L'immagine sopra e' dal sito di Unicredit.

L'ENI sta emettendo obbligazioni per uno o due miliardi di euro, a secondo della richiesta.
Il tasso di interesse previsto e' del 4%, ma potrebbe essere piu' alto a secondo dei risultati.
La durata e' di 5 anni.
La crisi energetica attuale ha messo in evidenza quanto sia sensibile l'economia, specialmente quella europea, alle forniture energetiche.
Eni e' la 18esima azienda petrolifera al mondo e continua ad aumentare il suo impegno nel settore. Adesso annuncia una svolta verde. Infatti il rendimento delle obbligazioni e' legato proprio al programma ecologico.

Eni ha chiuso i primi nove mesi dello scorso anno con un utile di 13.26 B€ contro i meno di 6 B€ del 2021. Per chi sottoscrive le obbligazioni non vi e' nessun rischio, ENI oltre ad essere molto solida ed in crescita costante, da decenni distribuisce dividendi molto generosi, circa il 6 %,  circa 3 B€ nel corso dello scorso anno.

Il prezzo del petrolio.

Il grafico va dal 2007 ad oggi, con un minimo del prezzo a 20$ nel pieno della crisi del Covid al un massimo di 150 $ nel 2008, poco prima della crisi di Lehman Brothers (il massimo della crisi recente e' stato di 115$, media mensile).
La crisi attuale ha convinto tutte le societa' petrolifere che la loro fine e' ancora lontana.

Il programma ecologico.
I vari programmi, non solo quello di Eni, sono piuttosto modesti.
Forse non si puo' fare di piu'.
I vari programmi mancano di sostanza, incluso quello di Aramco.
ENI punta all'idrogeno verde, cioe' dal solare, e allo sviluppo di un CSS di CO2 nel Mar del Nord.
Ritengo vi sia molto spazio per l'idorgeno blu, cioe' da idrocarburi.
Ma e' necessario che le societa' coinvolte cooperino. Facendo ognuna per se no fanno molta strada


domenica 15 gennaio 2023

H index nelle varie discipline

 H-index e citazioni dipendono dalla disciplina e dai cluster di attivita' in cui ogni disciplina si divide.
Una prima considerazione e' che h-index dipende dal rango con una distribuzione esponenziale, tipo la distribuzione di Maxwell per la velocita' delle molecole nell'aria.


Riportando il rango in scala logaritmica (in questo caso con base 2) si ottiene una retta per tutte le discipline fino all'indice di taglio, 40, dove di fatto il dato comincia ad avere l'errore  dei ricercatori non censiti. Altra osservazione e' che e' che prendendo anche un sottoinsieme come i ricercatori italiani, questo risulta congruente con i dati di tutto il mondo.


La relazione quadratica tra h-index e citazioni deriva dalla tessa definizione di h-index e dal fatto che per ogni ricercatore la distribuzione delle citazioni segue una distribuzione di Pareto.

Per stabilire la equivalenza tra le varie discipline assumiamo che la distribuzione di capacita' individuali sia la stessa in tutte le discipline. Quindi assumiamo che medici, fisici, biologi, ingegneri e matematici abbiamo la stessa capacità' di far avanzare la propria disciplina.
E' un'ipotesi un po' grossolano. ma accettabile.
In base a questa ipotesi la pendenza dell'h-index deve essere ugule per tutte le discipline.
Assumiamo come riferimento i biologi, che hanno il maggior numero di ricercatori censiti.
Per far coincidere le curve dobbiamo alterare sia la scala verticale, h-index che quella orizzontale, numerosita' della popolazione.


L'allineamento e' stato fatto per h-index 75 e 150.
Seguendo la stessa procedura per citazioni si ha il grafico seguente, ovviamente mantenendo gli stessi rapporti di prima per la popolazione.

L'allineamento e' stato fatto a 25 mila citazioni.Ecco le equivalenze tra le varie discipline.


In conclusione.
Un h-index di 30 in matematica equivale a ben 63 in biologia, 10 mila citazioni in ingegneria equivalgono a 16 mila in biologia.
Medicina e biologia sono equivalenti.








sabato 7 gennaio 2023

The end of magical thinking: Brexit

 Brexit in Inghilterra e' un termine politicamente scorretto. Neanche The Economist, dichiaratamente contro il Brexit, ha il coraggio di usarlo in copertina.


Usa invece il termine: The end of the magical thinking e l'immagine riportata sopra.
https://www.economist.com/leaders/2023/01/05/a-realistic-path-to-a-better-relationship-between-britain-and-the-eu
Il link sopra porta ad un sommario, che credo sia disponibile anche ai non abbonati, che appare nell'edizione del 7 gennaio.
Vi e' anche un altro articolo con molti dati economici.   
Riporto invece dei dati piu' semplici che ho cercato e calcolato da me.

Al momento l'economia inglese sembra al collasso.
A parte le difficolta' di NHS, vi sono problemi anche piu' banali ma di grande impatto.
Si ha difficolta' a trovare anche le pillole per il controllo della pressione, prescritte a ben 5 milioni di inglesi. La mia prescrizione non arriva da 10 giorni.
E' prevista, almeno secondo The Guardian, un'altra crisi alla frontiera con la Francia, con code di oltre due giorni.

I problemi piu' gravi ed immediati sono
- la serie infinita di scioperi in tutti i settori,
- l'inflazione all'11 %
- il cambio precipitato sia rispetto al dollaro che rispetto all'euro,


Il cambio e' uno strumento finanziario infame: rende tutta la nazione piu' povera senza che la maggioranza di cittadini se ne renda conto.

Molti altri parametri economici sono fortemente negativi, fra questi le esportazioni e gli investimenti.
L'Inghilterra fino al 2014 aveva una crescita maggiore di tutti i paesi europei, adesso non piu'
Ma al momento i ricavi dalle vendite dei prodotti petroliferi del mar del Nord mascherano un po' al triste situazione.


I dati sono presi da The World Bank.
A partire dal 2014 l'Inghilterra ha una crescita confrontabile a quella dell'Italia.

Alcune considerazioni finali.
L'Inghilterra e' entrata a far parte dell'Unione Europea nel 1973, 14 anni dopo la sua fondazione, ma in realta' e' stata sempre fuori di tutto: dall'ECU, Euro dopo, all'accordo Schengen.
Adesso anche nello spazio vuole fare in proprio.
Non ha mai capito il valore della cooperazione. Incluso il campo della ricerca
Il solo politico di rilievo che ha capito il senso dell'Europa e' Gordon Brown.
Ma per la maggioranza di inglesi il referendum voleva dire soltanto se erano Inglesi o meno.






giovedì 29 dicembre 2022

Biologia in Italia, h-index

La biologia e' la base  della fisiologia e della industria farmaceutica, pertanto ha un posto molto importante per il progresso dell'umanita'.
Osservare la biologia in Italia solo guardando le pubblicazioni e le citazioni e' molto riduttivo, ma avere qualche misura in mente e' meglio che niente.
H-index e numero di citazioni in biologia, per lavora in fisica o in ingegneria, ha delle sorprese.
Se pensate di spendere molto tempo a documentare il vostro lavoro, i grafici seguenti vi faranno ricredere.



L'h-index viene ampiamente usato per valutare l'attivita' di ricerca, ma ha molte limitazioni, una e' la dipendenza dal campo di attivita'.

I dati sono presi dal sito
https://www.topitalianscientists.org/TIS_HTML/Top_Italian_Scientists_Biomedical_Sciences.htm
Io mi sono limitato a fare i grafici. Per chi fosse interessato posso fare altre elaborazioni.

Per riferimento ho aggiunto i dati di medicina, fisica, ingegneria e matematica.

La prima sorpresa e' il numero di ricercatori con h-index elevato: ben 124 hanno un h-index maggiore di 100 ed oltre mille superarono la soglia di 50.

La partizione per Universita'/Istituto mostra la grande prevalenza delle Universita' del Nord, Tuttavia i dati per Catania non sono eccessivamente negativi.
Sicuramente il CNR e' in migliore posizioni, ma occorrerebbe controllare troppe affiliazioni.

Il numero di ricercatori eccellenti e' notevole.
Un maggiore coordinamento consentirebbe il raggiungimento di obbiettivi di grande interesse, ma cio' dipende attualmente dalla volonta' dei singoli. I programmi europei dovrebbero essere potenziati e promossi gli scambi di sede provvisori.
Per chi e' ancora in corsa ecco la relazione fra citazioni e h-index.


Molto interessante il ranking per citazioni.



Chiaramente in biologia ed medicina operano molto piu' ricercatori che in fisica o in ingegneria e si pubblica molto di piu'.
Il migliore matematico ha un h-index relativamente modesto.

In Italia abbiamo oltre 100 ricercatori con piu' di 50 mila citazione.
Ed ecco la partizione per Universita'.

E' evidente che le citazioni seguono una distribuzione di Pareto ed, a parte Padova, le varie sedi riportate sono molto simili. E' stata riportata Catania come esempio di una sede piccola, chiaramente in una distribuzione di Pareto la dimensione del gruppo e' il parametro piu' importante per determinare la distribuzione delle citazioni tra i componenti del gruppo.

martedì 13 dicembre 2022

Gas, carbone e cambiamento climatico

Il carbone sta avendo un suo momento di gloria con il prezzo alle stelle e la posticipazione della chiusura delle centrali a carbone in tutta Europa.

Immagine da Statista.
L'aumento del prezzo del carbone e' maggiore di quello del gas!
Di fatto l'uso del carbone e' molto piu' intenso di quanto comunemente si crede.
Al momento l'uso del carbone e' ancora molto grande.


L'immagine e' presa da Our world in data.

Una differenza fondamentale tra gas e carbone.
Il carbone costituito quasi interamente da atomi di carbone.
Ogni atomo di carbonio si lega ad una molecola di ossigeno creando energia e CO2.
Il gas invece e' costituito da molecole di CH4, cioe' carbonio ed idrogeno per cui nella combustione non solo si brucia il carbonio, ma si brucia anche l'idrogeno generando acqua H2O, quindi a parita' di CO2 con il gas viene prodotta molta piu' energia.
Una moderna centrale a gas genera il 60 % meno CO2 di una tipica centrale a carbone.
Il gas a seguito dell'introduzione della tecnica del fracturing ha avuto una drastica riduzione di prezzo, tuttavia il carbone ha in molte circostanze un vantaggio per il trasporto.
Ne consegue che anche paesi con un buon impegno verso la sostenibilita' ambientale stanno ancora pianificando la costruzione di centrali elettriche a carbone.

Immagine dal sito di IEA.
In blu chiaro la Cina poi l'India, l'Indonesia in verde.
Gli Stati Uniti sono in giallo, quindi hanno soltanto dismesso centrali a carbone.
Per avere un riferimento numerico nel 2021 sono stati avviati impianti solari per 168 GWatt.
Un impianto solare produce energia per meno di 2000 ore, per anno, mentre una centrale termica supera le 8000 ore, per cui anche attualmente aumentano piu' le centrale a carbone che gli impianti solari.
La situazione cambiera' forse gia' dal prossimo anno, poiche' il solare e' in crescita mentre i nuovi impianti a carbone sono stazionari.
Conclusioni
L'intreccio fra sviluppo e cambiamento e' veramente complesso, l'Europa sta facendo molto: dal 1990 al 2021 ha ridotto le proprie emissioni di CO2 del 27%, ma le emissioni globali sono aumentate del 68%.
Sfortunatamente al momento le nazioni ricche sono meno minacciate dal cambiamento climatico e mancano azioni concrete per frenare le emissioni in maniera efficace.
Anche se non riconosciuto al momento attuale e' il fracking che ha contribuito di piu' al rallentamento. Basta pensare a tutte le centrali che sono state convertite da carbone a gas.
Questo grafico da Statista ne da' qualche evidenza, il sensibile rallentamento delle emissioni da 2012 corrisponde infatti con il boom del gas causato dall'avvento del fracking.