Medici messi al pronto soccorso come primo impiego.
Pazienti che aspettano anche giorni prima di poter essere ricoverati in reparto. Stipendi inadeguati e rischio di violenza da parte di parenti inferociti.
Eppure, sia i posti letto che il numero di medici in Sicilia sono praticamente allineati al resto dell’Italia.
Recentemente, nel mese di dicembre, Il Sole 24 Ore ha pubblicato un’analisi di AGENAS sui pronto soccorso italiani.
Gli ospedali di Catania non brillano per tempi di attesa e numero di abbandoni. Abbandoni prima della visita
• Ospedale Riuniti Villa Sofia–Cervello (Palermo): 24,7%
• Dei Colli (Napoli): 23,1%
• Garibaldi (Catania): 15,6%
• Vico Benfratelli (Palermo): 18,2%
• Papa Giovanni XXIII (Bergamo): 9,9%
• S. Maria di Terni: 0,3% (tra i più bassi)
Tempi di attesa maggiori di otto ore
• Cardarelli di Napoli: 20,4%
• Garibaldi (Catania): 15,4%
• Cannizzaro (Catania): 14,4%
• Mauriziano (Torino): 17,9%
• Sette Laghi (Varese): 15,3%
• Ospedali di Padova e San Carlo di Potenza: ~1,0%
In questo blog mostreremo che è da considerare un fatto nuovo:
il baby boom si sta trasformando in un’onda geriatrica che aumenta la pressione sul sistema sanitario nazionale.
Concluderemo con alcune riflessioni sui possibili rimedi.
Andamento delle nascite e popolazione residente
Il baby boom è definito come il notevole aumento delle nascite che si è avuto dal 1954 al 1964, quando fu superato il milione di nascite.
Osservando il grafico delle nascite occorre notare che, dopo cinque anni di nascite ridotte durante la guerra, nel 1946 si registra un aumento del 27%. Il livello rimane elevato nel 1947 e 1948.
Si tratta di un primo, sostanzioso baby boom, spesso sottovalutato rispetto a quello successivo degli anni 1954–1964.
Dal 1954 al 1964 si entra nel baby boom pieno, con un picco nel 1964 di oltre un milione di nati. Le nascite si mantengono più alte rispetto al puro ricambio generazionale fino al 1974, quando, in coincidenza con la crisi petrolifera, iniziano a diminuire in modo marcato.
Dal 1980 al 2008 le nascite si mantengono circa costanti.
Si osservi anche che la popolazione ha un’andamento piu’ regollare rispetto alle nascite.
Cioe’ e’ dovuto al forte flussi di residenti starnieri che acquisiscono la cittadinaza italiana. Piu’ di 600 mila negli ultimi ter anni
Questo spiega perche nel grafoco della popolazione non si riscontra piu il buco di nascita tra il 1949 ed il 1953
La crisi economica del 2008 dà luogo a una riduzione continua delle nascite, destinata in un futuro prossimo ad avere grandi ripercussioni sulla vita del Paese.
Popolazione di Catania
La popolazione del Comune di Catania presenta caratteristiche in parte differenti rispetto al dato nazionale.
Il motivo fondamentale è che, di fatto, in Sicilia la guerra è finita due anni prima che nel Nord Italia.
Il motivo fondamentale è che, di fatto, in Sicilia la guerra è finita due anni prima che nel Nord Italia.
Nel grafico sono riportati gli andamenti della popolazione per anno di età.
Si osservi come a 50 anni comincino a prevalere le donne sugli uomini.
Le coorti nate in quegli anni hanno oggi circa 78–80 anni.
A 80 anni si ha il massimo del numero di decessi per i maschi, ma quelli con la salute più precaria sono già morti da dieci anni.
Le donne vivono 5–6 anni più a lungo degli uomini e godono mediamente di miglior salute.
Una coorte, cioè i nati in un determinato anno, diventa fragile — suscettibile di ammalarsi e di frequentare ospedali, ambulatori e pronto soccorso — in un arco temporale piuttosto ampio, dell’ordine dei quindici–venti anni.
Un uomo può morire prematuramente a 75 anni, mentre una donna longeva può morire a 90 anni. Quindi l’arco temporale coperto da una coorte, cioè il periodo in cui le persone nate nello stesso anno diventano fragili, è piuttosto ampio: circa 15 anni.
Il primo breve baby boom è finito nel 1948; quello propriamente detto del 1954 inizia solo sei anni dopo.
Le donne longeve del 1948 hanno ancora molti anni da vivere, ma gli uomini con salute precaria nati nel 1956 cominceranno già a morire quest’anno.
Le due onde si fondono completamente.
Siamo in piena onda geriatrica.
Inoltre, dopo il picco del 1964, il livello delle nascite si è mantenuto alto per ben dieci anni.
L’onda geriatrica durerà per oltre 25 anni.
Decessi a Catania nel 2024
Un indicatore estremo della fragilità, cioè della suscettibilità alle malattie e alla richiesta di attenzione medica, è la morte.
Per avere un’idea di quanto ampia sia la distribuzione della salute, eosserviamo l’età dei decessi.
Un indicatore estremo della fragilità, cioè della suscettibilità alle malattie e alla richiesta di attenzione medica, è la morte.
Per avere un’idea di quanto ampia sia la distribuzione della salute, eosserviamo l’età dei decessi.
Per gli uomini i decessi nel 2024 vanno dai nati nel 1933, per i più longevi, al 1948 per i più fragili, se si considerano solo i valori entro il 20% del picco.
Per le donne la distribuzione va dal 1930 al 1941.
Quest’anno, 2026, per gli uomini l'eta' dei decessi attorno al valore di picco si andrà dai nati nel 1950 ai nati nel 1935.
Questa ampia fascia comprende l’anticipo del baby boom del 1946–1948.
È importante ricordare che il decesso è la fase finale.
Prima vi sono uno o due anni di fragilità clinica, che generano accessi ai pronto soccorso e ricoveri.
Se avete festeggiato già molti compleanni, niente paura.
Anche a Catania vi sono molti centenari, felici di accogliervi nel gruppo.
Mortalità a Catania
Potrebbe sorgere il dubbio che il calo delle nascite tra il 1948 e il 1954 dia un po’ di tregua ai pronto soccorso.
Purtroppo, non è così: la differenza di aspettativa di vita tra uomini e donne e l’ampiezza dell’arco temporale in cui si diventa fragili fanno sì che l’onda geriatrica sia continua fino al 2050.
Poiché tuttavia il dubbio è legittimo, ho calcolato i decessi da qui al 2030.
Risultano in crescita mediamente del 3% per anno.
Purtroppo, non è così: la differenza di aspettativa di vita tra uomini e donne e l’ampiezza dell’arco temporale in cui si diventa fragili fanno sì che l’onda geriatrica sia continua fino al 2050.
Poiché tuttavia il dubbio è legittimo, ho calcolato i decessi da qui al 2030.
Risultano in crescita mediamente del 3% per anno.
Le curve con pallini sono le previsioni: per tutte le eta', sia uomini che donne, la polazione anziana e' in crescita.
Importante tenre presente che nel 2026 i nati all'inizio del baby boom, 1954, hanno gia' 72 anni,
Il vero baby boom lo troviamo per eta' minori di 72 anni.
Accessi e ricoveri
In Italia si registrano circa 18 milioni di accessi al pronto soccorso ogni anno.
Di questi, solo 8 milioni si trasformano in ricoveri.Più della metà degli accessi non viene ricoverata.
Una parte di questi accessi è inevitabile.
I dati sembrano suggerire che il pronto soccorso svolga anche la funzione di guardia medica.Inoltre è afflitto dai ricoveri ordinari che potrebbero essere trattati diversamente.
Il numero limitato di posti letto fa sì che molti pazienti restino in barella per ore, talvolta per giorni, in attesa di posto.
Di questi, solo 8 milioni si trasformano in ricoveri.Più della metà degli accessi non viene ricoverata.
Una parte di questi accessi è inevitabile.
I dati sembrano suggerire che il pronto soccorso svolga anche la funzione di guardia medica.Inoltre è afflitto dai ricoveri ordinari che potrebbero essere trattati diversamente.
Il numero limitato di posti letto fa sì che molti pazienti restino in barella per ore, talvolta per giorni, in attesa di posto.
Numero accessi 18
Dimessi 10
(Abbandono spontaneo 1,4)
Ricoverati ~8
Ricoveri ordinari (dei 8) ~3
Ricoveri urgenti reali ~5
La spesa sanitaria nel contesto nazionale
La spesa sanitaria pubblica in Italia è circa 132 miliardi di euro.
La spesa sanitaria totale (pubblica + privata) è circa 170–175 miliardi, pari a circa l’8–8,5% del PIL.
La spesa privata è circa 40 miliardi.
Le famiglie italiane spendono:
- oltre 110 miliardi in trasporti- circa 90 miliardi in ristorazione
- circa 70–75 miliardi in tempo libero e cultura
Si puo' stimare che la spesa del SSN sia attorno ai 10 miliardi.
Mi sembra chiaro che praticamente chiunque sarebbe lieto di pagare pur di avere un servizio medico migliore.
Le tasse magari si pagano malvolentieri per le spese per conto proprio si e’ molto piu’ ben disposti.
Ma il pronto soccorso e’ un monopilo del SSN.
Un servizio uguale per tutti e non si puo pagare
La frustrazione che si ha al pronto soccorso mi sembra ben giustificata.
Conclusione
I problemi dei pronto soccorso sono molteplici.
Dalla spesa completamente inadeguata, alla organizazione poco attenta ai risultati, alla mancanza di trasparenza e controllo.
Malgrado cio' qualche pronto soccorso riesce a dare un servizio adeguato.
Mancano tuttavia strumenti di controllo a livello nazionale e manca l'implemtaione di uno scambio sistematico per disseminare le pratiche virtuose.
Si e' aggiunto un altro fenomeno ben presente nella mente di tutti, ma che e' arrivato con ben sei anni di anticipo: È iniziata l’onda geriatrica.
L'onda, inoltre, durera' ben 10 anni in piu' di quanto comunemente si crede.
Durera per altri ben 25 anni. Dieci anni in piu' di quanto generalmente si pensa.
Cio' e' dovuto all'arrivo dell'ondata migratoria ,che per circa dieci anni ha compensato il calo delle nascite che si e' avuto a partire dal 1964.
In parallelo al problema degli anziani, ve ne un'altro ancora piu' grave.
La crisi di Lehman Brother del 2008, da cui l'Italia non si e' ancora rimessa, ha portato ad un crollo delle nascite, aggravato dal problema della urbanizzazione.
I piccoli centri urbani hanno la popolazione che si riduce rapidamente e risulta difficile prestare assistenza a tuti, non solo gli anziani.
Il problema della carenza di medici, che in effetti e' solo un problema di risorse economiche disponibili, e' aggravato dall'esodo di circa 1500 medici per anno.
Prima di concludere diamo una nota positiva.
Il numero di centennari in italia e' motlto elevato 22~23 mila e vi sono oltre 1000 persone superarano i 105 anni e ben 23 superarono la barriera dei 110.
Quindi la buona stella ci assiste malgrado i pronto soccorso, dai quali comunque e' bene tenersi lontani.
.Non si danno suggerimenti per evitare il problema del “not invented here”, e si finirebbe solo per creare polemiche.
Il medico di medicina generale potrebbe svolgere un ruolo più attivo nella gestione dei ricoveri ordinari e nella continuità della cura.
Una migliore organizzazione, maggiore trasparenza e un uso intelligente delle nuove tecnologie possono fare la differenza.
L’intelligenza artificiale cambierà il panorama sanitario.
Chi la adotterà per primo avrà un vantaggio.
Dalla spesa completamente inadeguata, alla organizazione poco attenta ai risultati, alla mancanza di trasparenza e controllo.
Malgrado cio' qualche pronto soccorso riesce a dare un servizio adeguato.
Mancano tuttavia strumenti di controllo a livello nazionale e manca l'implemtaione di uno scambio sistematico per disseminare le pratiche virtuose.
Si e' aggiunto un altro fenomeno ben presente nella mente di tutti, ma che e' arrivato con ben sei anni di anticipo: È iniziata l’onda geriatrica.
L'onda, inoltre, durera' ben 10 anni in piu' di quanto comunemente si crede.
Durera per altri ben 25 anni. Dieci anni in piu' di quanto generalmente si pensa.
Cio' e' dovuto all'arrivo dell'ondata migratoria ,che per circa dieci anni ha compensato il calo delle nascite che si e' avuto a partire dal 1964.
In parallelo al problema degli anziani, ve ne un'altro ancora piu' grave.
La crisi di Lehman Brother del 2008, da cui l'Italia non si e' ancora rimessa, ha portato ad un crollo delle nascite, aggravato dal problema della urbanizzazione.
I piccoli centri urbani hanno la popolazione che si riduce rapidamente e risulta difficile prestare assistenza a tuti, non solo gli anziani.
Il problema della carenza di medici, che in effetti e' solo un problema di risorse economiche disponibili, e' aggravato dall'esodo di circa 1500 medici per anno.
Prima di concludere diamo una nota positiva.
Il numero di centennari in italia e' motlto elevato 22~23 mila e vi sono oltre 1000 persone superarano i 105 anni e ben 23 superarono la barriera dei 110.
Quindi la buona stella ci assiste malgrado i pronto soccorso, dai quali comunque e' bene tenersi lontani.
.Non si danno suggerimenti per evitare il problema del “not invented here”, e si finirebbe solo per creare polemiche.
Il medico di medicina generale potrebbe svolgere un ruolo più attivo nella gestione dei ricoveri ordinari e nella continuità della cura.
Una migliore organizzazione, maggiore trasparenza e un uso intelligente delle nuove tecnologie possono fare la differenza.
L’intelligenza artificiale cambierà il panorama sanitario.
Chi la adotterà per primo avrà un vantaggio.



















