martedì 6 aprile 2021

Memorie non volatili: dal mono bit al Terabit (in preparazione)

Le memorie non volatili hanno una storia che inizia ben prima di quanto si potrebbe supporre dal primo articolo sull'argomento di SGS-Ates

 F. Berenga et al., "E2-PROM TV synthesizer," 1978 IEEE International Solid-State Circuits Conference. Digest of Technical Papers, San Francisco, CA, USA, 1978, pp. 196-197, doi: 10.1109/ISSCC.1978.1155768. 

L'inizio dell'attività risale infatti agli anni sessanta, con la richiesta di Andrew Grove di caratterizzare conducibilità e polarizzazione di ossidi drogati o meno. Fu anche richiesto di sviluppare la deposizione del nitruro di silicio. L'idea era di sfruttare le cariche intrappolate nell'interfaccia come elemento di memoria. La ricerca avrebbe dato origine all'invenzione del Planox.. ma niente  che potesse essere utile allo scopo. Con l'uscita della Faichild la ricerca venne del tutto abbandonata.

         Mi rinase nella memoria il nome di Frohman-Bentoski, che lavorava per la Fairchild, sullo stesso argomento. Scriveva articoli sulla conduzione degli ossidi, che mostravano capacità di analisi notevole. Pensavo che fossero due persone avrei scoperto che era una sola persona solo nel 1978.

Veniamo al monobit di Enzo Daniele.
Enzo fu assunto nel 1968 per lavorare con me su un argomento che stava molto a cuore della Fairchild: dispositivi che avessero tensione di breakdown maggiore di 30 volt ed avessero piccola distorsione. Avrebbero dovuto essere utilizzati nei televisori al posto delle valvole termoioniche ,usate a quel tempo. 

 

L'idea di Enzo era di intrappolare delle cariche delle cariche in uno strato di silicio flottante, cioe' non connesso a nessun elettrodo metallico, interno all'ossido di gate e di controllare i cambiamenti di carica con due elettrodi di gate. Avevo varie obiezioni alla proposta, per cui non se ne fece niente  per oltre un anno. Ma alla fine si fece un test pattern di prova, provando un singoli bit.
Gli altri colleghi lavoravano alla RAM da 16 kbit, per cui Enzo veniva preso in giro per lavorare sul monobit. Un passo indietro notevole. Ma l'idea funzionò alla prima prova, con vari problemi pratici da risolvere e presto fu trovato anche un cliente.
La prima applicazioni fu una memoria da 16x17bit, il 17esomo bit e' ritondante, per sostituire qualche eventuali bil non funzionante.
Nel 1978 si decise  di presentare il successo ottenuto a ISSCC e qui vi fu una sorpresa Frohman-Bentosky, adesso con Intel, presentava una memoria da 8kbit. Un bel divario da colmare.
Inoltre la memoria era funzionante per solo 10 mila cicli.
Ma c'era una soluzione: la scrittura e la lettura intelligente. Trovava implementazione oltre 10 anni dopo e presentata in una presentazione di grande successo da M Dallabora ancora all'ISSCC.
Nel 1981 per il mio trasferimento a Catania lasciai' il campo ad altri protagonisti primo fra tutti Giuseppe Corda che con costante impegno per molti anni ha portato avanti lo sviluppo delle tecnologie con molta attenzione alle esigenze di progettazioni.
Una parte piccola, ma molto interessante dell'attività, nel 1990, con il Corimme approdava a Catania.
Franz List ne era il responsabile, seguirono Raul Sud ed alla fine Casagrande.

Un momento importante fu l'avviamento del nuovo front-end M5 alla lavorazione completato a Catania attorno al 1995/96. L'ing Ennio Filauro che dal 1981 era il responsabile dell'attività curò con molto impegno e leadership l'avviamento della produzione delle memorie non volatili.
Ennio era già stato dalla metà degli anni 70 responsabile del sito di Catania per SGS-Ates.
Una svolta fondamentale era stato la cura della congruenza fra tecnologia e progetta curata, se non erro da Luciano Gandolfi.
L'attività di produzione portò a Catania molte vecchi conoscenze come Peppe Crisenza e soprattutto le visite mensili dell'ing Zocchi e Joel Monier.
Catania non era più la periferia dell'impero,. Almeno trenta persone passarono dalla ricerca della DSG in varie posizione nella nuova attività fra questi Carmelo Magro che divenne responsabile della produzioni. Ma il buon tempo non poteva durare per sempre. Nel 1998 Carlo Bozotti succedette ad Ennio Filauro, ma i margini cominciarono a peggiorare, le crisi del 2000 e del 2003 non aiutarono di certo. Nel 2004 Carlo Bozotti lasciò la guida del gruppo per diventare CEO di ST.
Venne creata una nuova la Numonyx con a capo il dott. Mario Licciardello. Ma nel 2019 fu acquisita da Micron.. Ma a questo punto le mie conoscenze sono molto nebulose,
Nel 2015 tuttavia progettisti di provenienza ST con altri di Intel presentavano la 125Gbit.
Un bel progresso dal monobit di Enzo Daniele in soli 37 anni.
28 raddoppi di densità in 37 anni.
Paolo Cappelletti ancora in attività ha avuto l'opportunità' di conoscere tutti i protagonisti e cosi pure Mario Licciardello.



 

 

 

 


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